9 Giugno 2026, di Anna Fabi – PMI.it
L’Agenzia delle Entrate sta inviando una nuova ondata di lettere di compliance ai titolari di partita IVA che per il 2025 non hanno presentato la Dichiarazione IVA, l’hanno trasmessa senza il quadro VE o il quadro VJ oppure hanno indicato operazioni attive fino a 1.000 euro a fronte di cessioni ben superiori risultanti da fatture elettroniche e corrispettivi. Lo prevede il provvedimento del 9 giugno 2026, prot. n. 172588/2026. Chi non è in regola può rimediare entro il 29 luglio 2026 con il ravvedimento operoso.
Le anomalie IVA che fanno scattare la comunicazione
Le comunicazioni scaturiscono dalle anomalie emerse dal confronto tra i dati delle fatture elettroniche e dei corrispettivi telematici e quanto riportato nella dichiarazione IVA annuale. Precedono il controllo formale e aprono la strada alla regolarizzazione spontanea, con sanzioni ridotte per chi interviene per tempo. Sono quattro le situazioni anomale:
- la mancata presentazione della dichiarazione entro il termine ordinario del 30 aprile 2026;
- la presentazione senza la compilazione del quadro VE, dedicato alle operazioni attive;
- la presentazione senza il quadro VJ a fronte di fatture ricevute in regime di inversione contabile (reverse charge);
- le operazioni attive dichiarate fino a 1.000 euro, inferiori alle cessioni rilevate dai dati telematici.
Le operazioni attive prese a riferimento corrispondono al volume d’affari del rigo VE50 aumentato delle cessioni di beni ammortizzabili e dei passaggi interni del rigo VE40.
Dove arrivano le lettere e cosa contengono
Le comunicazioni arrivano via PEC al domicilio digitale e sono consultabili nell’area riservata del sito dell’Agenzia, nella sezione “L’Agenzia scrive” all’interno del Cassetto fiscale e del portale Fatture e Corrispettivi. Ogni lettera riporta codice fiscale e dati anagrafici, numero e data della comunicazione, codice atto e periodo d’imposta, data e protocollo della dichiarazione IVA 2025 trasmessa oppure la data di elaborazione in caso di mancato invio.
Alla casella PEC che invia la comunicazione non si possono inviare risposte. Per fornire chiarimenti o segnalare elementi non considerati dall’Agenzia il contribuente usa i canali indicati nella lettera, anche tramite un intermediario abilitato. Gli stessi dati sono messi a disposizione della Guardia di Finanza.
La regolarizzazione della posizione IVA caso per caso
Chi ha ricevuto la lettera ha due strade, a seconda di cosa è accaduto con la dichiarazione 2025:
- chi non ha presentato la dichiarazione IVA può trasmetterla entro 90 giorni dal 30 aprile 2026, quindi entro il 29 luglio 2026, versando le maggiori imposte, gli interessi e le sanzioni ridotte previste dal ravvedimento operoso;
- chi ha presentato la dichiarazione con errori od omissioni regolarizza con una dichiarazione integrativa, sempre con imposte, interessi e sanzioni ridotte, mentre sono dovute a parte le sanzioni ridotte per le cosiddette violazioni prodromiche.
Il ravvedimento è praticabile anche quando la violazione è già stata constatata o sono iniziati accessi, ispezioni e verifiche. Si chiude invece la porta quando arriva la notifica di un atto di accertamento, di liquidazione o di irrogazione delle sanzioni, oppure una comunicazione di irregolarità.
La soglia dei 90 giorni tra dichiarazione tardiva e omessa
Il termine del 29 luglio 2026 segna il confine pratico per chi non ha presentato la dichiarazione. Entro i 90 giorni dalla scadenza ordinaria la dichiarazione IVA è considerata tardiva e mantiene validità, con versamento dell’imposta dovuta, degli interessi e di una sanzione ridotta tramite ravvedimento. Trasmessa dopo quel termine diventa omessa, con sanzioni proporzionali all’imposta più pesanti e il rischio di perdere l’utilizzo in compensazione del credito IVA maturato.